Quando creo un capo all’uncinetto, la scelta del filato non è mai casuale. Non parto dal colore né dalla moda del momento, ma da una domanda molto semplice: che cosa dovrà fare questo capo, e come dovrà farsi sentire addosso?
Ogni filato ha una sua personalità, una sua risposta al movimento, al peso, al contatto con la pelle. Ed è proprio da lì che nasce l’abbinamento tra filato e progetto.
Un filato può essere morbido o strutturato, leggero o corposo, elastico o più rigido. Queste caratteristiche influenzano profondamente il risultato finale. Un cardigan, ad esempio, ha bisogno di accompagnare il corpo senza irrigidirlo troppo; uno scialle deve cadere bene e avvolgere; una borsa deve reggere il peso e mantenere la forma nel tempo.
Scegliere il filato giusto significa rispettare la funzione del capo, non forzarlo.
Per cardigan e giacchini prediligo filati che sappiano stare in equilibrio tra morbidezza e struttura. Devono scaldare senza appesantire, seguire i movimenti e non “tirare” la lavorazione. In questi casi conto molto anche sulla resa dei punti: alcuni filati valorizzano meglio certe texture, altri rischiano di perderle.
Il gilet è un capo che vive di stratificazioni. Qui scelgo spesso filati più leggeri, che non aggiungano volume eccessivo e permettano di indossarlo in più stagioni. Il filato giusto rende il gilet un alleato quotidiano, non un capo da usare solo in certi momenti.
Per uno scialle la caduta è fondamentale. Il filato deve scorrere, creare movimento, avvolgere senza rigidità. Anche la sensazione al tatto conta moltissimo: uno scialle è un capo intimo, spesso a contatto diretto con la pelle, e deve trasmettere comfort.
Quando realizzo borse o accessori, il criterio cambia. Qui cerco filati più stabili, capaci di sostenere la lavorazione e l’uso quotidiano. La bellezza deve andare di pari passo con la durata: un accessorio fatto a mano deve essere bello, ma anche pratico.
Scegliere un filato per un capo significa fare una scelta consapevole, tecnica ed emotiva allo stesso tempo. È il momento in cui l’idea prende forma e il progetto inizia davvero a esistere.
Ogni capo che realizzo nasce così: dal dialogo tra filato, funzione e sensazione. Ed è proprio questo dialogo che rende ogni creazione unica, pensata e vissuta.
Non esiste un filato migliore in senso assoluto: esiste il filato più adatto al capo che si vuole realizzare. Ogni progetto ha esigenze diverse in termini di comfort, struttura e resa finale.
Perché cardigan, gilet, scialli e borse hanno funzioni diverse. Un filato morbido perfetto per uno scialle potrebbe non reggere la struttura di una borsa, e viceversa.
Sì, moltissimo. Il peso, l’elasticità e la caduta del filato determinano come il capo accompagna il corpo e come si muove una volta indossato.
In alcuni casi sì, ma è importante adattare la lavorazione e il punto. Non sempre un filato si comporta allo stesso modo in progetti diversi.
Dipende dal filato scelto, dal tipo di punto utilizzato e dalla tensione della lavorazione. Piccole differenze fanno una grande differenza nel risultato finale.
Sì. Un filato scelto con attenzione contribuisce a mantenere forma, resistenza e bellezza del capo anche dopo l’uso e i lavaggi.
Perché ogni capo è pensato singolarmente. Il filato non è un dettaglio, ma una parte fondamentale del progetto e dell’identità della creazione.